delle ipotesi della Stabile organizzazione, che ora ricomprende i

soggetti che non necessitano di una sviluppata presenza fisica sul territorio. Si tratta, dunque, di quei

soggetti che esercitano l’attività di commercio elettronico (e-commerce). Contestualmente, viene abrogata

la disposizione che escludeva l’ipotesi di stabile organizzazione ogniqualvolta si avesse a disposizione

mezzi elettronici volti alla trasmissione di dati e informazioni finalizzati alla vendita di beni e

servizi.

Tra gli elementi indicativi per la sussistenza di una stabile organizzazione in uno Stato rientrano: la

produzione di ricavi in detto Stato, l’utilizzo di un nome di dominio locale, l’utilizzo di metodi di pagamento

locali, la regolare conclusione di contratti on line, il numero di utenti mensili, ecc.

Viene dunque superata la concezione di Stabile organizzazione incentrata sul radicamento territoriale

tradizionale: viene infatti introdotta un’ipotesi di stabile organizzazione che non è né materiale né personale,

ma dà rilievo al luogo in cui si svolgono le attività e si produce la ricchezza.

Nel contesto della regolazione della digital economy viene istituita la c.d. web tax. La stessa ha come

presupposto oggettivo le prestazioni di servizi effettuate con mezzi elettronici rese nei confronti, anche,

delle stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti in Italia.

Un’ulteriore modifica è data dalla riscrittura dei casi in cui non si è in presenza di una Stabile organizzazione,

dato il carattere preparatorio e ausiliario delle attività svolte. Attività preparatorie e ausiliari

sono quelle che non costituiscono una parte significativa dell’attività dell’impresa nel complesso, che

siano propedeutiche e limitate nel tempo e che non richiedano un impiego rilevante di beni e persone.

Infatti, a seguito di tali modifiche integrano l’ipotesi di Stabile organizzazione i casi in cui le attività

che, pur potendo essere considerate solo singolarmente preparatorie e ausiliare, nella loro complementarietà

perdono tale carattere.

Una ultima modifica attiene al caso di Stabile organizzazione personale. Viene previsto che se un soggetto

opera “esclusivamente o quasi esclusivamente per conto di una o più imprese alle quali è strettamente

correlato, tale soggetto non è considerato un agente indipendente”. A ben vedere la modifica ricomprende

i tanti casi delle società italiane che fungono da commissionario perlopiù monomandatario:

le stesse integrerebbero dunque i requisiti della Stabile organizzazione personale.

La Stabile organizzazione personale si configura quindi se un soggetto agisce per conto di un’impresa

non residente, concludendo abitualmente contratti ovvero operando ai fini della conclusione di contratti,

senza modifiche sostanziali da parte dell’impresa, in nome della stessa; ovvero detti contratti siano

relativi al trasferimento della proprietà – o alla concessione del diritto di utilizzo – di beni dell’impresa

o che l’impresa ha il diritto di utilizzare oppure che si tratti di contratti relativi alla fornitura di servizi

dal parte dell’impresa. Resta inteso, però, che qualora l’agente ponga in essere le attività preparatorie e

ausiliare, lo stesso non configura ipotesi di Stabile organizzazione. Viene dunque abbassato il limite di

rilevanza per la sussistenza di una Stabile organizzazione personale.

Raffaele Avitabile