È on line la pubblicazione del nuovo numero della rivista di approfondimento FocusOn a cura dello Studio Legale de Tilla. Il vivere civile presuppone delle regole per lo stare serenamente insieme. Le regole non muoiono ma cambiano, si adeguano al mutamento dei tempi. Così è, altrettanto, per l’espressione artistica che, fissata in un determinato momento, vince il trascorrere del tempo. Abbiamo così deciso di iniziare una collaborazione diversa dai canoni tradizionali rendendoci promotori, assieme a MARCOROSSI artecontemporanea, di artisti in grado di lasciare tracce durature nel divenire dell’arte contemporanea.
Un artista atipico nel mondo dell’arte contemporanea che mescola sapientemente pittura, narrazione, scenografia e fotografia.

Nato a Milano nel 1968 da una famiglia dove l’arte è sempre stata presente (il padre era illustratore),

dopo aver fatto per diversi anni fotografia di moda, si trasferisce a New York città in cui, dotato di grande

manualità, comincia a realizzare scenari, spesso con materiale di recupero, e a fotografare piccoli set

teatrali dove mette in scena burattini in miniatura sempre da lui creati, vestiti come soldati o con abiti

dei tempi passati.

La fotografia diventa dunque l’atto finale di un processo creativo che vede Ventura costruire le proprie

immagini.

P. Ventura, Racconti immaginari, 2017

Dal 7 marzo 2018 fino al 29 luglio 2018 Ventura espone la retrospettiva

Racconti immaginari presso l’ARMANI / SILOS di Milano, con circa

100 opere tra fotografie, scenografie e alcuni oggetti scelti dall’artista,

trasformando l’intero piano terra in un mondo dove spazio e tempo si

dilatano e l’immaginario genera il reale.

È proprio questa la cifra artistica di Ventura, un artista che ascolta, assorbe

e rielabora dando vita a meravigliose creazioni in forma di fiabe.”

Fotografo ciò che non esiste costruendo mondi immaginari” è il concetto

che esprime un pensiero così contemporaneo, da avere le sue radici nelle

profondità del mito.

Come dimostra la genesi dell’opera The Automaton, tratto da un racconto

olandese del ’500 che il padre gli aveva più volte raccontato. Ventura lo

riambienta nel buio dello sgombero del Ghetto di Venezia nel 1943. Il

racconto è sotteso di malinconia, sentimento che spesso vela le sue opere

accompagnato però da un elemento onirico e fanciullesco.

Creatore e osservatore al tempo stesso, Ventura adotta una tavolozza cromatica

inusuale, come insolita è la prospettiva che nelle sue opere allude,

evoca, suggerisce mondi lontani ed enigmatici che trascendono la realtà.

Ed è stata questa particolare dimensione dell’irreale/reale a parlare alla

sensibilità di Giorgio Armani, che ha deciso di offrire agli appassionati

d’arte questa mostra allestita su misura dall’autore.

Per la ricorrenza del centenario della fine della Prima guerra mondiale Paolo

Ventura ha realizzato per il Museo Alto Garda un ciclo di opere ispirate

alla Grande Guerra e ambientate nella zona di quello che fu il fronte tra

Italia e Impero Austro-Ungarico, offrendo una personale narrazione e allo

stesso tempo uno sguardo d’autore su un paesaggio intriso di Storia e umane

memorie. Questi inediti racconti per immagini sono presentati insieme

alla più recente produzione dell’artista sulla guerra, un tema caro all’artista

che lo aveva già affrontato in diversi cicli di lavori e altre esposizioni

come La Guerra che verrà non è la Prima 1914-2014, al MART di Rovereto

nel 2014 e Questa è guerra, a Padova, al Palazzo Monte di Pietà, nel 2015.

Scrive di lui Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra, nella presentazione

in catalogo: «Da diversi anni Paolo Ventura sperimenta tecniche di

narrazione che mescolano l’autoritratto, la fotografia, la pittura, il modellismo.

Con una cura maniacale per gli abiti, per i dettagli e per i decori.

Con una conoscenza profonda di ogni argomento che affronta. Dal 2014 si

dedica alla realizzazione di brevi racconti per immagini dedicati alla Prima

guerra mondiale. Per Ventura la fotografia è contemporaneamente un

pretesto e uno strumento capace di dare forma al suo immaginario, al suo

bisogno di raccontare, alla sua voglia di ripercorrere la Storia diventandone

un volontario interprete. Per l’appuntamento con i Nuovi Sguardi Gardesani

– che riprende una tradizione del MAG che risale al 1997 – Ventura

ha recuperato progetti precedenti e messo in scena se stesso come duplice

protagonista di un nuovo inedito racconto: Morte e resurrezione 2».

RACCONTI DI GUERRA

2014 – 2018

dal 16 giugno al 4 novembre 2018 MAG – Museo Alto Garda piazza Cesare Battisti 3/A

RACCONTI IMMAGINARI

fino a domenica 29 luglio 2018 museo ARMANI/SILOS via Bergognone 40, Milano

Le sue opere fanno parte di collezioni importanti, fra cui il Museum of Fine Arts di Boston, la Library

of Congress di Washington, la Maison Europeenne de la Photographie di Parigi, il MACRO di Roma e

il MART di Rovereto. Paolo Ventura ha esposto in musei e gallerie private di tutto il mondo, compresa

la 54 Biennale di Venezia, ha realizzato scenografie per il teatro di Chicago e per il Teatro Regio di

Torino, per l’opera Pagliacci di Leoncavallo, con la regia di Gabriele Lavia, che ha inaugurato la stagione lirica 2017.