Le opere presenti su questo numero di FocusOn sono di Renato Calaj, giovane artista albanese in mostra presso lo sudio Lombard DCA dal 5 dicembre 2017 al 19 gennaio 2018 (courtesy galleria Amy-d Arte Spazio, amyd.it)

Qui di seguito trovate la presentazione dell’evento, opera di Rosella Ghezzi.

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L’Arte svela e si rivela attraverso bellezza, pensiero, concetto, emozione, sensazione.

Talvolta scegliendo più aspetti per manifestarsi, sapientemente conformata dall’azione dall’artista, in modi discreti, evidenti, sfacciati, con nuove figurazioni, forme o linguaggi. 

Talaltra, più segretamente, nasconde la sua essenza celandola misteriosamente dietro apparenze silenziose, e invitando a cercare soffermando l’attenzione e l’osservazione più a lungo. 

Più enigmatica e intrigante, abita i territori dell’ambiguità e del mistero, tra presenza e assenza, tracce minime, frammenti e segni sconosciuti.

Un invito irresistibile per chi vuole andare oltre l’apparenza, ricalcando i percorsi e individuando i processi nei quali Renato Calaj si muove e opera. Scegliendo quasi sempre le qualità delle tonalità monocrome, che azzerano le suggestioni emozionali veicolate dal colore, per sottolineare i procedimenti di creazione di una pittura rivisitata, dove i contenuti non sono descritti in maniera esplicita, ma trasformati in forme astratte e fascinose che rimandano  agli stessi processi di costituzione dell’immagine.

Il giovane artista riprende l’esperienza street, che lo ha portato a realizzare interventi di arte pubblica, con stencil e murales in ambienti urbani e parchi, riportandola sullo spazio definito della tela. 

Ma non si limita a trasporre il proprio linguaggio figurativo e pop in una dimensione rimpicciolita. Dopo aver riprodotto i suoi muri nel quadro, inizia un processo di stratificazioni di toni monocromi che modificano gradualmente l’immagine precedente, lasciandone trasparire alcuni lacerti.

Apparizioni che intercettano la superficie, quali presenze fantasmagoriche di una realtà precedente, mutuata in un nuovo esito; segni veloci tracciati a spray che definiscono profondità insospettate, o cancellazioni totali che annullano ogni forma, su cui l’artista applica ritagli geometrici di tele bianche, che rimandano ad un nuovo spazio libero e da interpretare con l’immaginazione.

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